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Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.

Dalla tortura del Mobbing alla tortura di Stato

No! alla giustizia finta che trae in inganno la parte lesa dal reato.
Si! ad una vera parità delle parti e senza eccezioni, con un "giusto processo"

La mia relazione e' divisa in otto parti:

1. Definizione e caratteristiche del mobbing
2. Definizione di Sisu
3. Sentirsi soddisfatti delle proprie scelte di vita
4. Interminabile effrazione di norme di sicurezza, con danni, terrore e angoscia per la vittima
5. Quando dall'inefficacia della giustizia si scopre una giustizia finta e perchè
6. Se si tollerano e poi si autorizzano situazioni di perversione logica all'insegna di un codice ossessivo come sistema, si uccide lentamente il lavoratore preso a bersaglio
7. Giustizia e diritto/dovere di informare della stampa, deturpati o per certi versi inesistenti
8. Quando la politica, alla chetichella sfocia nel crimine, l'ingiustizia serpeggia.


1. DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE DEL MOBBING

Il mobbing, e' un fenomeno che ha una notevole valenza sociale e consistente in un prodotto finale di una serie di azioni che a loro volta consistono in subdole violenze, poste in essere sul posto di lavoro dal datore di lavoro o da un suo preposto o superiore gerarchico o persino da colleghi o compagni di lavoro, ai danni di un lavoratore preso a "bersaglio" da tali soggetti, in questo caso, denominati piu' genericamente mobber; in questo modo, al lavoratore preso a bersaglio viene destrutturata la personalita', ponendo in essere ai suoi danni una forma di terrore psicologico con sacche di omerta', attraverso vessazioni, angherie, intimidazioni, poste in essere dai mobber, dipendenti in organico alla stessa azienda. Il vocabolo mobbing deriva dal verbo inglese to mob e sta a significare "assalto di gentaglia o plebaglia", ovvero l'aggressione da parte della gentaglia d'ufficio nei confronti della vittima. Il primo piu' autorevole studioso che svolse delle indagini sul mobbing fu Heinz Leymann e le indagini furono effettuate inizialmente in Svezia negli anni '80. Leymann definisce il mobbing nell'ambiente di lavoro "una forma di terrorismo psicologico che implica un atteggiamento ostile e non etico, posto in essere in forma sistematica e non occasionale o episodica" da una o piu' persone, eminentemente nei confronti di un solo soggetto il quale a causa del mobbing, viene a trovasi in una condizione indifesa e fatto oggetto di una serie di iniziative vessatorie e persecutorie: queste iniziative debbono ricorrere con una determinata frequenza almeno una volta alla settimana e nell'arco di un lungo periodo di tempo, statisticamente per almeno sei mesi di durata. A causa dell'alta frequenza e della lunga durata del comportamento ostile, questa forma di maltrattamento determina considerevoli sofferenze mentali, psicosomatiche e sociali.

L'espressione mobbing e' tanto usata pure nel mondo animale, come per esempio quello dell'etologia (studio delle abitudini degli animali...), per descrivere il comportamento di aggressione del "branco che attacca e accerchia un animale o esemplare isolato". Nell'ambiente di lavoro, i mobber, possono essere costituiti anche da gruppi organizzati di dipendenti che agiscono in maniera subdola, ricorrendo senza scrupoli ad artifizi e complicità anche esterne all'azienda. Essi possono persino apparire agli occhi di tutti, come fossero persone leali, oneste, insospettabili e degni di fiducia da parte di tutti, e cio' accade indipendentemente da qualsiasi incarico o investitura siano riusciti ad ottenere.

VARIANTI DEL MOBBING

Mobbing di tipo verticale: quando nei confronti della vittima la violenza psicologica viene esercitata da un superiore; nella terminologia anglosassone questa forma viene definita anche bossing o bulling, difatti:
- bossing: azione di subdola violenza compiuta dall'azienda o dalla direzione del personale nei confronti della vittima del mobbing;
- bulling: e' posto in essere quando i comportamenti vessatori e discriminatori sono fatti accadere da un singolo capo.

Mobbing di tipo orizzontale: quando la violenza viene messa in atto dai colleghi nei confronti del lavoratore preso a bersaglio.
Mobbing individuale: quando oggetto di vessazioni e discriminazioni e' il singolo lavoratore.
Mobbing collettivo: quando chi e' colpito da violenza sono gruppi di lavoratori (come per esempio avviene con i prepensionamenti, la cassa integrazione ecc.)
Mobbing dal basso, sia individuale che collettivo: quando l'autorita' di un superiore viene messa in discussione e viene iniziato un processo di vittimizzazione del superiore.


2. DEFINIZIONE DI SISU

SISU e' una parola finlandese, intraducibile, credo, in qualsiasi altra lingua, ma che in sostanza allo stesso tempo significa: LEALTA', COSCIENZA, CORAGGIO, ONESTA', TENACIA, RISPETTO, PRUDENZA, PROBITA', SACRIFICIO, DOVERE, OBBEDIENZA e DISCIPLINA, tutti valori positivi che purtroppo dobbiamo spesso constatare che vengono sempre piu' dimenticati e pertanto sempre meno praticati. Tante volte anche chi svolge il lavoro di volontariato, non puo' fare a meno di pensare a come si puo' aiutare al meglio chi e' vittima di torture! Nel complesso mi sono convinto che dietro ai danni prodotti a parecchi soggetti distrutti psicologicamente, tante volte vi sono un'infinita' di maltrattamenti che causano terrore psicologico e distruggono un'esistenza, procurando calo di autostima, danno biologico, danno morale, danno patrimoniale e danno esistenziale, i cui responsabili faranno sempre di tutto per continuare a rimanere nell'ombra sia che siano familiari, sia che siano parenti, amici, conoscenti, datori di lavoro o suoi preposti o superiori gerarchici o persino colleghi o compagni di lavoro. L'osservazione e l'analisi delle torture psico-fisiche che il lettore leggera' in questo sito internet, e di cui, se lo gradira', prendera' atto, e' frutto anche da parte mia, di anni di vana ricerca di giustizia, di civilta', di vera democrazia e di umanita' in favore della vittima della violenza, della persona debole, del soggetto in realta' completamente indifeso e abbandonato a se stesso. La mia speranza e' che un giorno si parli delle torture nelle sue concretezze, lasciate sino ad oggi sommerse, dalla falsita', dall'omerta', dalla complicita' e dalla connivenza, e verosimilmente anche dalla corruzione. Il mio sogno e' che le stesse abbiano fine, riconoscendo che bisogna allontanare la violenza, lottare contro le torture, quelle vicine e quelle piu' lontane. Il mio desiderio e' quello che i lavoratori siano davvero messi in condizioni di poter dire con sincerita': "finalmente mi sento in uno stato civile e democratico". Per fare questo, chi detesta il crimine e le ipocrisie che invadono sempre piu' la societa', non c'è che da seguire una sola meta: SISU.


3. SENTIRSI SODDISFATTI DELLE PROPRIE SCELTE DI VITA

La classica distinzione tra corruzione politica e corruzione amministrativa, visto come funziona oggi il mondo, non basta piu' a contenere l'enorme multiformita' del fenomeno, perche' la maggior parte delle volte i due rilievi si consociano, invadendo ogni campo della societa', per provare e tentare sempre nuove vie di corruzione. Nella migliore delle ipotesi si suppone che e' come dire: "io a questo sporco gioco non ci sto, ma stai tranquillo, per la nostra buona amicizia faro' finta di non sapere nulla". Volere pretendere di dare un giudizio perfetto sulla corruzione, credo equivalga a volere pretendere di potere contare tutte le stelle del firmamento. La corruzione, il piu' delle volte si puo' percepire fortemente, se ne possono vedere i risultati catastrofici per l'essere umano, si puo' comprendere che e' il mezzo piu' sicuro per rendere "muti, sordi, ciechi" sulle malefatte di qualcuno e basta.

Si sa solo che la funzione della corruzione si distingue e ramifica, formando una piramide, in corruzione complessa e corruzione semplice. La corruzione semplice, solitamente compra, muta e cambia decisioni amministrative e di solito segue spesso la via di accordi tra due soli soggetti, come per esempio potrebbero essere quelli che intercorrono tra un funzionario della Pubblica Amministrazione e un amico per favorire una carriera facile a qualcuno o impedirne e ostacolarne un'altra ed ecco che qui entra in campo il mobbing.
Lo stesso puo' accadere ad un avvocato che in qualche maniera si adopera per condizionare o mutare la conclusione finale di un iter giudiziario, etc. Mentre la corruzione complessa il piu' delle volte entra a fare parte della corruzione politica, che si muove, comprando decisioni politiche e di favore, tendenzialmente coinvolgendo diversi soggetti che si prestano al gioco da entrambe le parti. E' questa la parte alta della piramide, e' qui che avvengono gli scambi di corruzione, e' a questo livello che la corruzione diviene una abitudine del sistema e una via del non ritorno per chi e' divenuto "un corrotto", cio' per i molteplici compromessi, ormai in corso ed il numero infinito di "ammanicati" che si sono legati tra loro.


4. INTERMINABILE EFFRAZIONE DI NORME DI SICUREZZA, CON DANNI, TERRORE E ANGOSCIA PER LA VITTIMA

Gli attacchi ripetuti di terrore psicologico, ai danni di un determinato lavoratore, hanno lo scopo di vessare ed emarginare sempre piu' lo stesso lavoratore nell'ambiente di lavoro, creandogli una vita quasi impossibile da sopportare, ed i motivi di cio' il piu' delle volte sono anche quelli di "indurlo a licenziarsi". Tutto accade per svariate motivazioni che vanno dalla gelosia, all'invidia, alla scarsa cultura, alla subdola riduzione dell'organico (quest'ultimo viene anche detto mobbing pianificato), sino a comprendere qualsiasi altro comportamento, comunque sempre socialmente inammissibile.

Le intimidazioni e le vessazioni che vengono esercitate, talvolta si accompagnano all'inadempienza degli obblighi di servizio, sempre ai danni della vittima e allo stesso tempo possono causare situazioni giuridiche e fattuali che si menzionano come effetti dello svolgimento del rapporto di servizio. Cio' soprattutto quando da parte del datore di lavoro non viene ossequiato l'art. 2087 cod. civ., riguardante la tutela dell'integrita' fisica e della personalita' morale del lavoratore. Sovente tali effetti producono conseguenze particolarmente dannose alla salute psico/fisica e complessivamente, di conseguenza, si ripercuotono sull'intera impostazione della vita del lavoratore preso a bersaglio. Il mobbing al lavoratore puo' causare tre diverse fattispecie di danno: la prima e' il danno alla salute; la seconda è la riduzione della capacita' lavorativa specifica; la terza e' l'inabilita' permanente parziale o assoluta.


5. QUANDO DALL'INEFFICACIA DELLA GIUSTIZIA SI SCOPRE UNA GIUSTIZIA FINTA E PERCHÈ

Quando tra il servizio che viene organizzato e fatto svolgere e una situazione intercorrente, vi e' una relazione di necessaria dipendenza, oggettivamente significativa e qualificabile, si ha la dipendenza da causa di servizio della stessa situazione. Tale situazione viene fatta subire all'ignaro lavoratore durante l'adempimento dei propri doveri, sino a causargli una malattia e/o infermita'. Se nessuno ferma i carnefici che spingono a tale rischio, vi sara' sempre piu' grave pregiudizio per l'integrita' personale del mobbizzato, sino ad arrivare a potere causare la sua morte. Cio' puo' accadere persino portandolo, per disperazione, a compiere gesti estremi, tra i quali non resta escluso neppure il suicidio. A volte per omissione o per atto, il potere giudiziale contribuisce inequivocabilmente all'aggravarsi del contenzioso tra lavoratore e carnefici dell'azienda. L'impunita' verso gli agenti di reato giunge lentamente ad impossessarsi delle sorti e della vita di un lavoratore e diviene tanto un mezzo, quanto un fine, sino alle conseguenti menomazioni della sua integrita' personale, consistente nell'avergli causato invalidita' e/o inidoneita'. Sulla causa di servizio, se vi e' inerzia e non viene fatta giustizia, la vittima viene apertamente privata del diritto positivo, di legge e di contratto. Terrore, smarrimento e sconcerto vengono sistematicamente utilizzate insieme alla rabbia impotente, costringendo la vittima a non potersi vedere in uno Stato di diritto. A volte c'è da rabbrividire, dinnanzi a certe mostruosita' fatte subire alla vittima-bersaglio del mobbing, facendogli sempre piu' interiorizzare la paura e viene data l'impressione che in questo governo vi sia un graduale tentativo di portare il nostro Paese verso il totalitarismo, facendolo insinuare a poco a poco in tale direzione. Questa pericolosa situazione porta purtroppo ad un regime che, come modalita' di pensiero comincia ad agire, tanto sul singolo che sulla societa', turlupinandola sempre piu' economicamente con varie strategie economiche che in ultima analisi la penalizzano e per finire, privandola gradualmente della varieta' di reti che la costituiscono.


6. SE SI TOLLERANO E POI SI AUTORIZZANO SITUAZIONI DI PERVERSIONE LOGICA ALL'INSEGNA DI UN CODICE OSSESSIVO COME SISTEMA, SI UCCIDE LENTAMENTE IL LAVORATORE PRESO A BERSAGLIO

La tortura che si vede esercitare, in un primo tempo, si puo' pensare che sia solo tollerata, successivamente, osservando con piu' attenzione, si vede e ben si comprende che non si tratta di sola tolleranza, ma la tortura viene indotta proprio dal "potere": si vede che, chi esercita la tortura attraverso il mobbing, troppo spesso sono gruppi di persone che, pur percependo uno stipendio per il lavoro che sono stati adibiti a svolgere, talvolta anche con incarichi di pubblica utilita' (come ad esempio quella che viene svolta da un ospedale), si dilettano a violare le regole della correttezza e dell'onesta', verosimilmente perche' anche costoro vengono preventivamente informati che la tortura subita dal lavoratore e denunciata da quest'ultimo alle Autorita' dello Stato, non fara' un corso regolare, in quanto vi sara' una giustizia finta, con conseguente ulteriore danno e beffa per il lavoratore.

Questo sospetto emerge, perche' non si potrebbe spiegare diversamente la pratica incessante di tanta violenza con derisione, scherno e cinismo, sempre esercitata e continuata ai danni del dipendente, persino dopo che si trova nel caso in cui e' stato ridotto per causa di servizio sempre piu' ammalato e disabile. Comportamenti questi che paradossalmente si sono visti ancora esercitare, persino nel caso che da un tribunale siano stati individuati imputati di lesioni colpose gravissime e contestualmente riconosciuta quella stessa persona come vittima, in quanto offesa da reato. A questo punto si capisce a colpo d'occhio che il corso della giustizia e' condizionato gravemente da qualcuno!!. In sostanza si assiste ad un vero e proprio strappo e distacco di civilta' giuridica. Si e' potuto persino vedere sulla pelle di chi e' stato ridotto sempre piu' ammalato e disabile con cardiopatia, che ci sono uomini che contro "la persona portatrice di handicap e vittima della violenza psico/fisica", potenzialmente costituiscono vere e proprie "bombe ad orologeria" all'interno della societa'. Quelle stesse persone, si puo' prendere atto anche attraverso questo sito internet, fanno finta di non sapere tutte le torture psico/fisiche che sono state esercitate per anni ai danni della parte lesa dal reato.
Per completare "l'opera di strapotere" si fanno trascorrere troppi anni in attesa di un processo in tribunale, che il lavoratore attendeva con pazienza e ulteriore sofferenza e invece di rendergli giustizia, alla fine i reati vengono fatti cadere in prescrizione, umiliando ulteriormente in modo indicibile la stessa vittima e facendole subire ulteriori violenti stress emotivi. E' QUESTO L'AIUTO CHE DA LO STATO AD UNA VITTIMA DELLE VIOLENZE PSICO/FISICHE? Tutto questo accade pacificamente perche' si pensa che nessuno abbia il coraggio di denunciare al mondo le violenze che accadono in una nazione che addirittura si fa anch'essa promotrice di volere divulgare la democrazia, quale democrazia? Dov'è? Nel merito io credo di fare semplicemente il mio dovere di cittadino e non accettero' mai, né violenza, né vilta', da qualunque parte esse provengano, specialmente se esercitata contro chi e' debole, ammalato e sostanzialmente, di fatto, abbandonato, emarginato e mai veramente difeso da nessuno. Difendero' queste persone anche se il Governo attuale continua a fare finta di non essere a conoscenza di nulla, come d'altronde sino ad oggi ha sempre fatto.
Talvolta la violenza inizia col mobbing, ma non si sa pero' sino a dove porta la vittima!! Dopo tutte le sopra citate osservazioni, appare lampante che la tortura fa parte di un comportamento intenzionale, con il fine di distruggere nel soggetto bersaglio le sane aspettative di giustizia, di progresso, di civilta', di democrazia, sino a fargli talvolta vacillare momentaneamente anche le imponenti colonne del suo credo religioso. Qui si sa bene che il soggetto perseguitato, vedendosi privare della struttura di identita' che lo definisce come persona, si vede anche assolutamente incutere la convinzione di non trovarsi in una societa' civile e progredita e non puo' fare a meno di considerare, tanto gli autori, quanto i complici delle torture, come emissari di un potere violento, utilizzati come oggetti per ottenere la sottomissione piu' vergognosa del lavoratore preso a bersaglio e per farlo devitalizzare, inebetire e morire, istaurando a macchia d'olio, a poco a poco, la paralisi dei governati. Tutto cio', ho costatato che segna e rovina per sempre la vittima che oltretutto non sara' piu' come prima e che aveva sempre creduto, insieme a tanti altri cittadini informati dei suoi fatti di servizio, in uno Stato di diritto.


7. GIUSTIZIA E DIRITTO/DOVERE DI INFORMARE DELLA STAMPA, DETURPATI O PER CERTI VERSI INESISTENTI

Tutta questa vergogna evidentemente un giornalista non puo' scriverla, e allora si auto censura da sé. Il lavoratore, portato a vedere e provare questi estremi, non sa piu' che cosa pensare, non capisce perche' le istituzioni lo hanno abbandonato. Non comprende piu' gli sporchi giochi di potere e si sente come un pesce fuor d'acqua. Sa solo di essere passato dalla tortura del mobbing alla tortura di stato. Sa che la tortura gli ruba altra speranza, altra liberta', altra salute, altra vita, altra esistenza. I carnefici, imprigionano e fanno oscurare nello stesso tenebroso silenzio fatti di servizio e vittime, e con loro anche quelli che in effetti hanno tacitamente autorizzato, incoraggiato, pianificato la subdola violenza, persino con l'ignominia piu' vergognosa di tenere e fare tenere nascoste le sporche manovre della piu' insospettabile ed estremista soppressione. Sono stati oltrepassati parecchi limiti: i mobber e i complici sogghignano e deridono smodatamente, violano i divieti sociali, non rispettano le leggi comuni, che oramai sono piu' che convinti che non li riguardino. Il loro comportamento non e' piu' comprensibile, perche' non esiste piu' il codice con cui esso puo' veramente avere un senso nel mondo delle persone civilizzate. La cosa piu' ripugnante e' (non mi stanchero' mai di dirlo) quella di vedere allo stesso tempo persone pagate per reprimere il crimine stare solo a guardare le torture e gli effetti che mano a mano si producono e si sommano sulla vittima, provocando su di essa una catastrofe emotiva. La parte della piu' oscura coscienza del genere umano, purtroppo, ho dovuto prendere atto che e' capace di causare tutto questo, facendo misurare osservatori impotenti e vittime con uno dei fenomeni estremi della psicologia umana.


8. QUANDO LA POLITICA, ALLA CHETICHELLA SFOCIA NEL CRIMINE, L'INGIUSTIZIA SERPEGGIA

Con l'andare del tempo, a mio avviso, resta il fatto che la tortura silenziosa ottenuta, mascherata e fatta subire attimo per attimo, giorno per giorno, anno per anno, per la vittima rappresenta come fosse un'eternita'. La natura di queste storie ha una estrazione maledetta. Ho dovuto constatare che e' terrificante persino il solo vedere gli effetti prodotti nel tempo e ho potuto osservare, durante le assistenze col lavoro di volontariato, le estreme e indicibili sofferenze che vengono indotte alla vittima. Lo sconcerto, l'indignazione e lo sdegno sono elementi onnipresenti nel vedere la tortura psico/fisica: specialmente ogni volta che si induce in pericolo di vita la vittima. Oggi, se si parla di violenza, ho visto che e' piu' facile e assai piu' comodo attirare l'attenzione prevalentemente verso le torture e le agonie che vengono fatte vivere all'estero, si sa, di altro genere, ma sempre con un unica sistematica ed inequivocabile sequenza: la sofferenza, il dolore e la morte.

Io ho avuto modo, per motivi di lavoro, di verificare tutto questo e ho sempre mantenuto alla larga da me la corruzione. Ho visto troppe volte riverire e ringraziare persone mascherate da "soggetti umani", quando di umano avevano solo l'aspetto. Mi sono sentito soddisfatto in un'altra maniera: di avere sempre rifiutato di entrare a fare parte di questo sporco gioco.
Giacomo Montana
Milano, 29 novembre 2004


Citazione di un Anonimo

Contate i doni che avete ricevuto, non le vostre croci,
contate i vostri guadagni, non le vostre perdite,
contate le vostre gioie, non i vostri dolori,
contate i vostri amici, non i vostri nemici.
Pensate alla salute, non alla ricchezza.