Sto rivedendo alcuni giornali e oggi mi rendo
conto di quante mezze verità talvolta potrebbero anch'esse venire manipolate, se non
addirittura oscurate, come abbiamo visto accadere alla vicenda di lavoro della
signora Giovanna Nigris. Ciò premesso, nel campo della professione
giornalistica, come del resto anche in altri ambiti professionali, da diversi
anni si assiste ad un continuo <<assopimento>> della coscienza deontologica,
vedendo così creare dei professionisti che, in certi momenti, preferiscono fare
finta di non sapere, di non udire e di non vedere per non informare la gente, su
quello che risulta più osceno e politicamente scomodo da fare conoscere ai
cittadini.
Così ci si ricorda del sapore delle cose passate, ossia quando credevamo di
stare peggio. Qualcosa come il sentimento che suscitano le vecchie colonne
portanti di un edificio con il loro possente spessore.
Cinque o dieci anni sono molti nella vita di una persona, ma riflettendo sui
titoli e i contenuti degli articoli del trentennio precedente, ci si accorge con
doloroso stupore che a confronto oggi c'è qualcosa di sconvolgente nella natura
umana, nella cultura umana e nella organizzazione sociale, tutto rimane fermo
come si vede in una palude ove l'acqua è stagnante. Lo spirito galleggia su quell'acqua senza mai scendere in profondità a scovare ed estirpare la radice
del male, spesso fatto di soli uomini per lo più persino insospettabili. La
gente viene così facilmente illusa dai personaggi che riescono sempre a rimanere nel mondo della politica,
usando fiumi di parole che promettono sempre la stessa cosa: un migliore futuro
dell'Italia.
Le dottrine e le opinioni che tengono ancora il campo vegetano su un
terreno di rapporti associativi clientelari, il cui scardinamento non può
avvenire che democraticamente e laboriosamente con la combattiva onestà e
fermezza dei cittadini di buona volontà, i quali per l'Italia realmente
vogliono un futuro migliore.
La tendenza più evidente per il mantenimento della conquista del potere,
viene fondata in buona parte sull'ipnotismo di massa. I discorsi resi pubblici
attraverso la stampa e la televisione si snodano attorno a pochi punti di
appoggio e fulcri, ovvero con parecchie frasi sonore fatte da un leader,
ridondanti da sottolineare ai cittadini più volte e facendole ripetere agli
amici di cordata. In questo modo si fa apparire appiattita l'intelligenza della
gente, come fosse spezzata, smussata, modellata e annullata a proprio piacimento
da chi governa il paese. Questa spietata tecnica è nota anche sotto il nome di
<<lavaggio del cervello>>.
Scusate la schiettezza, ma io la vedo così ed è per questo che cerco di
fare luce dove vedo che vengono pilotate e gettate un'infinità di ombre.
Giacomo Montana
Milano - settembre 2005