Logo Mobbing-Sisu è composto da tre parti: una parte a sinistra fotografia Le tre cime di Lavaredo, una parte centrale vi è lo sfondo azzurro ...  - cliccare sull'immagine per una descrizione lunga

Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.

L'APPALTO DELLA VERITA' IN ITALIA NON PUO' RESTARE IN ETERNO NELLE MANI DI INCALLITI MALVIVENTI.
di Giacomo Montana

A che cosa serve una nomina, una carica, un titolo o una buona nomea se si fa finta di ignorare i fatti di servizio e tutte le violenze correlate, che subisce il cittadino lavoratore? Che cosa può fare una vittima, quando vede la sua vicenda prendere risvolti e conseguenze paradossali, criminali e inequivocabilmente inaccettabili, sia sul piano civile, che democratico. Demitizzare, offuscare, censurare certi valori probatori, oppure anche solo assecondare negativamente tutto ciò che è “fuorilegge”, offende il senso giuridico e quindi tutta la società onesta, leale e fiduciosa nelle istituzioni del Paese.

E' davvero uno schifo vedere pacificamente accadere tutto questo, ai danni della vittima del crimine impunito. E' davvero rivoltante vedere riflettere sinistramente le conseguenze sulla persona torturata, persino col silenzio assenso di autorevoli personaggi politici, informati dei fatti! Il riciclo delle falsità e del silenzio assenso ai danni della persona, devastata, presa a bersaglio, allontana da una presa di coscienza generale e dai più degni ed efficienti parametri di valutazione di una convivenza civile.

Grazie a Dio c'è anche chi non si presta a sporchi giochi politici di potere o di quartiere e allora fa davvero il giornalista, il cittadino onesto, l'Uomo e pubblica la rovina della persona mantenuta per anni nascosta, in questo caso, con vile accanimento ai danni di una donna, già resa ammalata grave e disabile sul posto di lavoro in ospedale. Le coperture, le protezioni, le amicizie di comodo dei soggetti equivoci, per un istante si sciolgono come neve al sole e finiscono per fare vincere la deontologia professionale del Giornalista con la “G” maiuscola. Incoraggiamo la lotta contro il crimine e la gratuita disonestà da quattro soldi ai danni dell'indifeso.

Ringrazio assieme a Giovanna pubblicamente il Giornalista Gaetano Baldi, tutta la Redazione di LiberoReporter e tutti quelli che saranno come loro e che finalmente apriranno così la strada ad una chiara democrazia e una splendente e ineccepibile civiltà. Anche se rimarrà un circoscritto nobile gesto deontologico giornalistico, sarà comunque un segno indelebile e in seguito non potrà che essere da emulare.

 Milano, 7 maggio 2007