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MI
CHIAMANO MORTE BIANCA
Non ho più un
nome
oggi per
pochi soldi in cambio,
mi chiamano
morte bianca.
In questo mondo gelido
chi anche muore sul lavoro
è notizia
fugace.
Un silenzio
che lascia sbranare,
che non
smuove o scuote,
come querce
sotto la bufera.
Svaniti sono
i sogni di vita,
i respiri, i
sospiri, le emozioni,
tutto ridotto
in cinerea polvere.
Non ho più
il soave
brivido di una carezza,
di un
turbamento, di una gioia.
Mi affaccio
sulla riva
dei tuoi
ricordi
e trovo tante
porte chiuse.
I miei cari no!
loro non
dimenticano,
la furia
della morte.
Viltà
e indifferenza
hanno dato morte per fare numero
della fine di
un'esistenza.
La carne e l'anima torturate
sono un
abisso di dolore
uno schianto
di orrore.
Effetti che mi squarciano il silenzio
da quando
nessuno s'accorse
che già
affogavo nella paura di morire.
Ascoltate, parlate, rompete il silenzio,
altrimenti la
paura dei vili
vi renderà
ciechi e sordi.
Giacomo Jim Montana
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