PETIZIONE POPOLARE

Al Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale – Roma


Al Procuratore Generale della Repubblica del Tribunale di Milano

Caso:
Giovanna Nigris, impiegata assistente amministrativo di ruolo, di anni 54, assunta il 2.2.1987 presso l’Ospedale Fatabenefratelli e Oftalmico di Milano, Corso di Porta Nuova n.23. I primi rischi ambientali si presentarono subito dopo il suo trasferimento d’ufficio disposto in data 6.5.1992, quando fu trasferita a lavorare presso il Servizio di Accettazione dell’Anatomia e Istologia Patologica del suddetto ospedale. Da tale data, risulta da riscontri oggettivi (formali dichiarazioni testimoniali e prove documentali di servizio), che è stata fatta lavorare per circa tre anni, senza neppure i più elementari mezzi di protezione dagli infortuni sul lavoro e dalle malattie professionali. Il servizio consisteva nel ricevere l’utenza (ammalati utenti) che consegnava materiali organici per la relativa accettazione e registrazione al computer di quei materiali (urine, escreati etc.). Detti materiali, assieme ai fogli d’accompagnamento contaminati, di tanto in tanto, venivano direttamente a contatto fisico con l’impiegata Signora Giovanna Nigris e la sua collega, che ne effettuavano la registrazione dell’accettazione al computer. Durante il lavoro di accettazione, veniva riscontrata contaminazione ed essa era causata dagli stessi materiali organici che talvolta, dall’utenza, venivano consegnati in contenitori improvvisati (per esempio in bottigliette che avevano contenuto succhi di frutta, acqua minerale etc.), non chiusi ermeticamente e pertanto non regolamentari e posati sul banco di accettazione delle impiegate, unitamente ai fogli di accompagnamento bagnati di quegli stessi materiali, che necessariamente dovevano essere maneggiati anche dalla signora Nigris, in quanto riportanti il nome degli ammalati-utenti, tipo di analisi da eseguire nella fase successiva in laboratorio etc, da registrare come detto al computer.

Detti materiali organici, dopo un certo tempo, si asciugavano e logicamente passavano dallo stato liquido a quello aeriforme e pertanto entravano a far parte dell’aria che veniva respirata dalle dipendenti, che dovevano stare per obbligo di servizio nel locale contaminato. Come se tutto ciò non bastasse, quello stesso servizio si svolgeva in assenza di schermi divisori di vetro di protezione, per tale motivo, di tanto in tanto, a causa del banco accettazione troppo stretto, le stesse impiegate erano talmente vicine fisicamente agli ammalati-utenti, che accadeva che si dovessero persino asciugare le goccioline di saliva degli stessi utenti che accidentalmente investivano anche il volto della Signora Giovanna Nigris, mentre gli ammalati-utenti chiedevano informazioni, relative all’accettazione. Ciò sarebbe continuato ad accadere, nonostante le reiterate e lecite proteste e richieste verbali di un vetro divisorio di protezione anche della stessa Signora Nigris ai propri diretti superiori.

Dopo circa tre anni di lavoro in tali condizioni, subendo contagio e infezione, alla Signora Giovanna Nigris è stata fatta contrarre la tubercolosi, con menomazione dell’integrità fisica, sino a portarla necessariamente di fatto a chiedere il riconoscimento della causa di servizio nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge. Per il riconoscimento dell’infermità contratta dalla Signora Nigris nell’esporsi, per obbligo di servizio, a straordinarie cause morbifiche, in data 27.11.1997 (verbale n.1901) fu effettuata visita medica collegiale dalla Commissione Medico Ospedaliera del Policlinico Militare di Milano ed in tale sede fu accertato il grado d’invalidità della Signora Giovanna Nigris, causata dalla tbc renale con ascrivibilità alla Tabella A Categoria 5. Purtroppo, alla dipendente il riconoscimento formale di detta tubercolosi, dipendente da causa di servizio, è stato sino ad oggi sistematicamente boicottato a causa di formali attestazioni false inviate dall’Amministrazione dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, alla suddetta Commissione Medico Ospedaliera del Policlinico Militare di Milano nei modi e nei termini dimostrati nel sito mobbing-sisu.com. In data 27 giugno 1997, di fronte al fatto che la Signora Nigris svolgeva la propria attività in orario continuato, come risulta e si vede dagli ordini di servizio, l’Amministrazione ha attestato falsamente al suddetto Ospedale Militare che: …”Saltuariamente la Signora Giovanna Nigris riceveva dall’utenza campioni di sostanze organiche da esaminare.” Successivamente, dopo che in presenza di un testimone il Colonnello Medico dell’Ospedale Militare disse alla signora Nigris, che per essere contagiati è sufficiente anche un solo contatto con materiale infetto, in data 27 settembre 1997 dall’Ospedale Militare fu chiesto al Fatebenefratelli quanto segue: …”Preso atto della relazione informativa prot. N. 028770 oc/Lb del 27.6.1997 a firma del Commissario Straordinario e Direttore Amministrativo ove è riportato che la dipendente dal 6.5.1992 al 30.11.1995 è stata adibita al servizio di Anatomia Patologica e che in tale servizio è stato saltuariamente adibita alle ricezioni di campioni di sostanze organiche da esaminare, pregasi comunicare se alla dipendente siano stati forniti adeguati mezzi di protezione.” (Il grassetto è nostro).


In data 10 agosto 2000 prot. 288/00 veniva fatto comunicare, con ulteriore falsità, dal Servizio di Medicina Preventiva ed Occupazionale dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano al suddetto Ospedale Militare di Milano, che: …”gli operatori di quel servizio erano protetti nei confronti dell’utenza da schermi di vetro; ...” soltanto tre righe sotto tale attestazione - come si può vedere nel suddetto sito internet - veniva persino con evidente contraddittorietà attestato che …”quello stesso posto di lavoro non configurava un rischio di esposizione tubercolare, dato che il posto non era a contatto col pubblico.” (il grassetto è nostro).

In data 8 ottobre 2002 Prot. n.108/02, come ultimo danno alla persona, lo stesso suddetto Servizio di Medicina Preventiva ed Occupazionale, facendo solo finta di volere ottemperare al rinnovamento degli accertamenti statuiti dal Consiglio di Stato (sentenza n. 4394 del 21 maggio 2002), ha copiato parola per parola il contenuto della precedente suddetta comunicazione del 10 agosto 2000 Prot. n.288/00 (attestazioni false comprese). Oltre a tutto questo la Signora Giovanna Nigris per i sopraesposti fatti, ha vinto due Sentenze nei confronti dell’Amministrazione dell’Ospedale Fatebenefratelli al T.A.R. per la Lombardia (Sentenza del 14 ottobre 1999 n. 3418/99, passata in giudicato e Sentenza del 27 novembre 2001 n. 7630/01). Infine la Signora Nigris è stata riconosciuta vittima di mobbing, diagnosticato dopo tre giorni di Day Hospital, dalla Clinica del Lavoro dagli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, anche questo esposto in internet.

La Signora Nigris, oltre alle lesioni colpose gravissime causate dal contagio e infezione della tbc diagnosticata, tbc renale e successivamente aggravatasi in tbc reumatica (reumatismo di Grocco Poncet), è sempre stata fatta oggetto di ripetute, quanto interminabili ingiustizie, vessazioni e violenze morali, attraverso le quali la stessa è stata progressivamente intimorita, violentemente stressata, derisa, sminuita e resa sempre più ammalata, sino a farla divenire persona gravemente disabile, facendola inoltre arrivare fino all’isolamento dalla realtà lavorativa, relativamente ai fatti di servizio; queste ultime manifestazioni ai danni della Signora Giovanna Nigris, inconfutabilmente sono sempre state continuative ed hanno sempre avuto come protagonisti in negativo i diretti superiori funzionari dell’Amministrazione del suddetto Ospedale Fatebenefratelli.

L’ultima fase delle gravi sofferenze subite in quello stesso posto di Lavoro dalla Signora Giovanna Nigris è stata caratterizzata dal peggioramento delle condizioni di salute, per il repentino abbassamento delle difese immunitarie, distrutte a forza di violenti stress emotivi, dovuti soprattutto alle false attestazioni, tanto che la stessa impiegata si è dovuta sottoporre per un periodo di nove mesi ad una seconda cura antitubercolare, in quanto affetta per una seconda volta da febbre, pericardite e atroci dolori articolari. Per questo la stessa Signora è stata ricoverata d’urgenza in ospedale con una degenza di tre settimane per problemi cardio-respiratori, tanto che si è resa indispensabile la somministrazione di ossigenoterapia, diuretici ecc. a causa di scompenso cardiaco.

La falsità ai danni della Signora Giovanna Nigris è sempre stata assunta a sistema per mascherare e meglio nascondere i fatti di servizio, verosimilmente per meglio proteggere chi si sarebbe persino macchiato di reato tanto che per anni è stato mantenuto il capo di imputazione di lesioni colpose gravissime a quattro imputati dirigenti dello stesso ospedale. Così dall’anno 1995 ad oggi, non si è mai visto applicare il teorema della verità al servizio della giustizia, sino a fare constatare macroscopicamente che l’interesse elettorale schiaccia e distrugge l’interesse della persona, al tempo stesso della donna, della madre di famiglia e della cittadina, anche se vittima di lesioni colpose gravissime. A conferma di tutto quanto, sopra esposto, si ripete, si può, come detto, visitare il sito: mobbing-sisu.com

ORA DOPO LUNGHI ANNI DI ATTESA DI GIUSTIZIA DAL TRIBUNALE DI MILANO, E’ STATA DECISA LA VIA DELLA PRESCRIZIONE PENALE DEI REATI DI LESIONI COLPOSE PERSONALI, CAUSANDO COSI’ ULTERIORE UMILIAZIONE E SOFFERENZA E DANNI ALLA SIGNORA GIOVANNA NIGRIS, IN QUANTO PARTE LESA DAL REATO.

Fatte queste lunghe, ma necessarie premesse, invocando la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, che è stata adottata e proclamata il 10 dicembre 1948, la quale nell’art.5 testualmente recita: “nessuno dovrà essere soggetto a tortura o a trattamenti crudeli, inumani o degradanti”. E invocando ancora gli art. 1-3-6-7-8-10-14-22-23-25-28 e 30, visto che dal versante penale della giustizia è stata fatta beneficiare agli imputati la prescrizione dei reati di lesioni personali colpose si richiede
il diritto della Signora Giovanna Nigris, dopo interminabili anni di vana attesa, almeno di vedere applicare finalmente le leggi, senza ulteriori inerzie.


Come cittadino chiedo che la Signora Giovanna Nigris dopo interminabili anni di attesa ottenga:

Distinti saluti.

Nota:
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