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Caso:
Giovanna Nigris, impiegata assistente amministrativo di ruolo, di
anni 57, assunta il 2.2.1987 presso l’Ospedale Fatabenefratelli e
Oftalmico di Milano, Corso di Porta Nuova n.23. I primi rischi
ambientali si presentarono subito dopo il suo trasferimento
d’ufficio disposto in data 6.5.1992, quando fu trasferita a lavorare
presso il Servizio di Accettazione dell’Anatomia e Istologia
Patologica del suddetto ospedale. Da tale data, risulta da riscontri
oggettivi (formali dichiarazioni testimoniali e prove documentali di
servizio), che è stata fatta lavorare per circa tre anni, senza
neppure i più elementari mezzi di protezione dagli infortuni sul
lavoro e dalle malattie professionali. Il servizio consisteva nel
ricevere l’utenza (ammalati utenti) che consegnava materiali
organici per la relativa accettazione e registrazione al computer di
quei materiali (urine, escreati etc.). Detti materiali, assieme ai
fogli d’accompagnamento contaminati, di tanto in tanto, venivano
direttamente a contatto fisico con l’impiegata Signora Giovanna
Nigris e la sua collega, che ne effettuavano la registrazione
dell’accettazione al computer. Durante il lavoro di accettazione,
veniva riscontrata contaminazione causata dagli stessi materiali
organici che talvolta, dall’utenza, venivano consegnati alle
impiegate in contenitori improvvisati (bottigliette per succhi di
frutta, acqua minerale etc.), non chiusi ermeticamente e pertanto
non regolamentari e posati sul banco di accettazione delle stesse,
unitamente ai fogli di accompagnamento bagnati di quegli stessi
materiali organici, che inevitabilmente dovevano essere maneggiati
anche dalla signora Nigris, in quanto annotati il nome degli
ammalati-utenti, tipo di analisi da eseguire nella fase successiva
in laboratorio etc, da registrare come detto al computer. Detti
materiali, dopo un certo tempo, si asciugavano e logicamente
passavano dallo stato liquido a quello aeriforme e pertanto
entravano a far parte dell’aria che veniva respirata dalle
dipendenti, che dovevano stare per obbligo di servizio nel locale
contaminato. Come se tutto ciò non bastasse, l’accettazione veniva
fatta svolgere in assenza di schermi divisori di vetro di
protezione, per tale motivo, di tanto in tanto, a causa del banco
accettazione troppo stretto, le stesse impiegate erano talmente
vicine fisicamente agli ammalati-utenti, che accadeva che si
dovessero persino asciugare le goccioline di saliva degli stessi
utenti che accidentalmente investivano anche il volto della Signora
Giovanna Nigris, mentre venivano richieste al personale informazioni
sul servizio. Ciò incautamente, sarebbe continuato ad accadere anche
alla signora Nigris, nonostante le reiterate proteste delle
impiegate e le loro richieste verbali di un vetro divisorio di
protezione ai propri diretti superiori.
Dopo circa tre anni di quel lavoro e per lo svolgimento di un
pubblico servizio, alla Signora Giovanna Nigris è stata fatta
contrarre la tubercolosi, con menomazione dell’integrità fisica. La
signora Giovanna Nigris, a questo punto, vistosi completamente
rovinata ha chiesto all’Amministrazione dell’Ospedale che nei tempi
e nei modi stabiliti dalla legge le venisse riconosciuta la causa di
servizio. Per il riconoscimento dell’infermità contratta dalla
stessa a causa dell’esposizione per obbligo di servizio, a
straordinarie cause morbifiche, in data 27.11.1997 (verbale n.1901)
fu effettuata visita medica collegiale dalla Commissione Medico
Ospedaliera del Policlinico Militare di Milano ed in tale sede fu
accertato il grado d’invalidità della Signora Giovanna Nigris,
causata dalla tbc renale con ascrivibilità alla Tabella A Categoria
5. Purtroppo, alla dipendente il riconoscimento formale di detta
tubercolosi, dipendente da causa di servizio, è stato sino ad oggi
sistematicamente sabotato a causa di formali attestazioni false
inviate dall’Amministrazione dell’Ospedale Fatebenefratelli e
Oftalmico di Milano, alla suddetta Commissione Medico Ospedaliera
del Policlinico Militare di Milano nei modi e nei termini assurdi e
illegali dimostrati nel sito internet: mobbing-sisu.com.
Sostanzialmente in data 27 giugno 1997, di fronte al fatto che la
Signora Nigris svolgeva la propria attività in orario continuato,
come risulta e si vede dagli ordini di servizio, funzionari
dirigenti dell’Amministrazione dell’Ospedale Fatebenefratelli e
Oftalmico di Milano hanno attestato falsamente allo stesso Ospedale
Militare che: …”Saltuariamente la Signora Giovanna Nigris riceveva
dall’utenza campioni di sostanze organiche da esaminare.” Mentre in
realtà il servizio era continuativo e non saltuario.
Successivamente, dopo che in presenza di un testimone il Colonnello
Medico dell’Ospedale Militare correttamente affermò alla signora
Nigris, che per essere contagiati è sufficiente anche un solo
contatto con materiale infetto, in data 27 settembre 1997
dall’Ospedale Militare fu chiesto al Fatebenefratelli quanto segue:
…”Preso atto della relazione informativa prot. N. 028770 oc/Lb del
27.6.1997 a firma del Commissario Straordinario e Direttore
Amministrativo ove è riportato che la dipendente dal 6.5.1992 al
30.11.1995 è stata adibita al servizio di Anatomia Patologica e che
in tale servizio è stato saltuariamente adibita alle ricezioni di
campioni di sostanze organiche da esaminare, pregasi comunicare se
alla dipendente siano stati forniti adeguati mezzi di
protezione.”(Il grassetto è nostro).
In data 10 agosto 2000 prot. 288/00 veniva fatto attestare, ancora
più falsamente, dal Servizio di Medicina Preventiva ed Occupazionale
dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano al suddetto
Ospedale Militare di Milano, che: …”gli operatori di quel servizio
erano protetti nei confronti dell’utenza da schermi di vetro; ...”
soltanto tre righe sotto tale attestazione - come si può vedere nel
suddetto sito internet - veniva persino con evidente
contraddittorietà attestato che …”quello stesso posto di lavoro non
configurava un rischio di esposizione tubercolare, dato che il posto
non era a contatto col pubblico.” (i grassetti sono nostri).
In data 8 ottobre 2002 Prot. n.108/02, come ulteriore danno alla
persona, lo stesso suddetto Servizio di Medicina Preventiva ed
Occupazionale, facendo solo finta di volere ottemperare al
rinnovamento degli accertamenti statuiti successivamente dal
Consiglio di Stato (sentenza n. 4394 del 21 maggio 2002), ha copiato
parola per parola il contenuto della precedente suddetta
comunicazione del 10 agosto 2000 Prot. n.288/00 (attestazioni false
comprese) dimostrando in questo modo che coloro che violano la
legge, quando sono protetti da qualcuno, possono pacificamente
continuare un comportamento immorale e illegale ad oltranza, senza
alcun timore. Oltre a tutto questo la Signora Giovanna Nigris per i
sopraesposti fatti, ha vinto due Sentenze nei confronti
dell’Amministrazione dell’Ospedale Fatebenefratelli al TRIBUNALE
AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA Lombardia (Sentenza del 14 ottobre
1999 n. 3418/99, passata in giudicato e Sentenza del 27 novembre
2001 n. 7630/01). Infine la Signora Nigris è stata riconosciuta
vittima di mobbing, con accertamento diagnosticato dopo tre giorni
di Day Hospital, dalla Clinica del Lavoro dagli Istituti Clinici di
Perfezionamento di Milano, anche questo esposto nello stesso sito
internet. La Signora Nigris, oltre alle lesioni colpose gravissime
causate dal contagio e infezione della tbc diagnosticata, tbc renale
e successivamente aggravatasi in tbc reumatica (reumatismo di Grocco
Poncet), è sempre stata fatta oggetto di ripetute, quanto
interminabili ingiustizie, vessazioni e violenze morali, attraverso
le quali la stessa è stata progressivamente intimorita, spaventata,
violentemente stressata, derisa, sminuita e resa sempre più
ammalata, sino a farla divenire persona gravemente disabile,
facendola inoltre arrivare fino all’isolamento dalla realtà
lavorativa, relativamente ai fatti di servizio; queste ultime
manifestazioni ai danni della Signora Giovanna Nigris,
inconfutabilmente sono sempre state continuative ed hanno sempre
avuto come protagonisti in negativo i diretti superiori funzionari
dell’Amministrazione del suddetto Ospedale Fatebenefratelli i quali
protetti politicamente da qualcuno, hanno sempre potuto permettersi
di violare la legge così come meglio dimostrato in questo sito
internet.
L’ultima fase delle gravi sofferenze subite in quello stesso posto
di Lavoro dalla Signora Giovanna Nigris è stata caratterizzata dal
peggioramento delle condizioni di salute, per il repentino
abbassamento delle difese immunitarie, distrutte a forza di violenti
stress emotivi, dovuti soprattutto alle false attestazioni, tanto
che la stessa impiegata si è dovuta sottoporre per un periodo di
nove mesi ad una seconda cura antitubercolare, in quanto affetta per
una seconda volta da febbre, pericardite e atroci dolori articolari.
Per questo la stessa Signora è stata ricoverata d’urgenza in
ospedale con una degenza di tre settimane per problemi
cardio-respiratori, tanto che si è resa indispensabile la
somministrazione di ossigenoterapia, diuretici ecc. a causa di
scompenso cardiaco. A questo punto non ci sono più dubbi:
potenzialmente può essere uccisa una persona senza che nessuno
intervenga.
La falsità consumata dai funzionari dirigenti dell’Ospedale
Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano ai danni della Signora
Giovanna Nigris, è sempre stata assunta a sistema per mascherare e
meglio nascondere i fatti di servizio, verosimilmente per proteggere
chi si sarebbe persino macchiato di reato tanto che per anni è stato
mantenuto il capo di imputazione di lesioni colpose gravissime a
quattro imputati dirigenti dello stesso ospedale. Così dall’anno
1995 ad oggi, non si è mai visto applicare il teorema della verità
al servizio della giustizia, sino a fare constatare
macroscopicamente che l’interesse elettorale politico schiaccia e
distrugge l’interesse della persona, al tempo stesso nella
fattispecie della donna, della madre di famiglia e della cittadina,
anche se vittima di lesioni colpose gravissime. A conferma di tutto
quanto, sopra esposto, si ripete, si può, come detto, visitare il
sito: mobbing-sisu.com
ORA DOPO LUNGHI ANNI DI ATTESA DI GIUSTIZIA DAL TRIBUNALE DI MILANO,
E’ STATA DECISA LA VIA DELLA PRESCRIZIONE PENALE DEI REATI DI
LESIONI COLPOSE, CAUSANDO COSI’ ULTERIORE UMILIAZIONE E SOFFERENZA E
DANNI ALLA PARTE LESA SIGNORA GIOVANNA NIGRIS.
Fatte queste lunghe, ma necessarie premesse, invocando la
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, che
è stata adottata e proclamata il 10 dicembre 1948, la quale nell’art.5
testualmente recita: “nessuno dovrà essere soggetto a tortura o a
trattamenti crudeli, inumani o degradanti”. E invocando ancora gli
art. 1-3-6-7-8-10-14-22-23-25-28 e 30, visto che dal versante penale
della giustizia è stata fatta beneficiare agli imputati la
prescrizione dei reati di lesioni personali colpose si richiede il
diritto della Signora Giovanna Nigris, dopo interminabili anni di
vana attesa, almeno di vedere applicare finalmente le leggi, senza
ulteriori inerzie.
Come cittadino/a chiedo che la Signora Giovanna Nigris dopo
interminabili anni di attesa ottenga:
• l’immediata cessazione di ulteriori abituali vessazioni,
complicazioni ed eventuali eccessi dolosi dal posto di lavoro ancora
ai danni della salute e dell’incolumità della signora Nigris, (fatti
e conseguenze che sembrerebbero ancora anche penalmente rilevanti,
che comunque continuano a ledere i diritti individuali che le norme
penali proteggono nell’esclusivo interesse del titolare);
• giustizia nel pieno rispetto della Carta Costituzionale e del
Diritto positivo e di legge e un equo risarcimento morale e
materiale;
• il riconoscimento comunque formale da parte della legge della
situazione antigiuridica e della conseguente responsabilità degli
artefici di reati. Comunque non si capisce perché si sono fatti
passare parecchi anni, senza incardinare il relativo processo in
tribunale sino al raggiungimento della prescrizione dei reati, come
non si capisce perché reati consumati in data ancor più recente,
relativi all’omissione di atti di ufficio (ordini di servizio),
falso ideologico (relativo alle false attestazioni dei funzionari
dell’Amministrazione e dei medici dell’Ospedale Fatebenefratelli e
Oftalmico di Milano che si sarebbero prestati a confondere la
Commissione Medica II del Policlinico Militare di Milano) e la
violenza privata da mobbing, quest’ultimo riconosciuto dalla Clinica
del Lavoro degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano,
sarebbero verosimilmente ancora squallidamente e subdolamente fatti
passare inosservati ed impuniti, proteggendone gli esecutori e
facendo da questi ultimi produrre gli effetti di ulteriori disastri
consistenti in ulteriori violenti stress emotivi alla persona
(Giovanna Nigris) ed alla sua salute con danni morali, materiali ed
esistenziali e che sempre si aggiungono ai precedenti;
• il riconoscimento in Tribunale-Sede Civile degli enormi danni
sopra citati ed in particolare con una Procedura di URGENZA per una
Provvisionale, come dettato per esempio dall’art. 700 c.p.c. e
successivamente con un dibattimento da Stato di diritto (democratico
e civile), assicurando alla signora Giovanna Nigris la garanzia del
minimo etico, contro tutti i comportamenti immorali e al tempo
stesso illegali aventi riscontri oggettivi che, come abbiamo visto
in questo caso su internet, vengono ancora lasciati impuniti e la
Signora Giovanna Nigris fino ad ora completamente abbandonata dalla
giustizia.
Distinti saluti
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