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Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.

Lettera della Signora Nigris al Direttore Generale della Gestione e Programmazione Risorse Umane della Regione Lombardia

Io sottoscritta Giovanna Nigris, nata ad Auronzo di Cadore (Bl) il 16/07/1950, preciso che è mio intendimento fare presente che dopo tutte le violenze che mi sono state fatte subire dall'Ospedale Fatebenefratelli ed Oftalmico di Milano (vedere il mio sito mobbing-sisu.com), ora si punta a mettere ancor più a dura prova la mia sopravvivenza, privandomi dei mezzi di sostentamento.

Questo mese, mi è stato portato lo stipendio a zero e mi è stato anche indebitamente trattenuta una gran parte della quota del rimborso del 730 (400 Euro in meno circa), che mi viene rimborsata dallo Stato, anche per le ingenti spese mediche che ho dovuto sostenere.
busta paga
Di conseguenza non è stato tenuto conto della nuova cura antitubercolare e che, relativamente, la tubercolosi è una malattia protetta e non una malattia comune, richiamata protetta anche dal Contratto di Categoria; non è stato osservato neppure che sono stata riconosciuta persona ammalata portatrice di handicap dalla A.S.L. di Milano in base alla Legge 104/92, che protegge gli ammalati disabili. Non pagandomi lo stipendio, si è fatto finta di non sapere pure che sono stata riconosciuta vittima di Mobbing dagli Istituti Clinici di Perfezionameno di Milano - Clinica del Lavoro - ( vedi il dimostrativo), come non è stato tenuto conto che, per le lesioni colpose gravissime, che mi sono state procurate sul posto di lavoro, dal Tribunale Ordinario di Milano sono stati imputati tre medici ed un dirigente amministrativo dei tempi del mio contagio, ed infine, non viene tenuto conto neppure che in data 19/07/2004 Prot. 316/04 U.O. Medicina Legale della A.S.L. di Milano ha refertato quanto segue: "...esaminata la documentazione agli atti, dovendo esprimere un parere solamente sulla esistenza dell'associazione tra patologia grave e terapia salvavita o assimilabile, ritiene che per analogia sussistano i presupposti, di cui al citato articolo, limitatamente al periodo di trattamento con ossigenoterapia, che dovrà essere debitamente certificato a codesto Ufficio Personale da struttura sanitaria pubblica o convenzionata". Sostanzialmente viene riconosciuta dalla stessa ASL la mia malattia grave. Il fatto che mi è stata iniziata e continuata ossigenoterapia, si può vedere attraverso la mia fotografia, mentre ero ricoverata in ospedale (vedi la foto). Oltretutto viene permesso che questi ulteriori violenti stress emotivi vengano fatti accadere pacificamente, in un periodo di gran caldo, ove gli ammalati cardiopatici come me, con problemi cardio-respiratori sono ad alto rischio di potere avere ulteriori gravi ed irreversibili danni cardio-circolatori, se non peggio.
In questo modo viene abusato della inesperienza di una persona, avente uno stato di minorazione fisica, con forti ripercussioni morali, senza tenere neppure minimamente conto della continua e complessa evoluzione storica, il cui punto di partenza (gli esperti della materia lo sanno), si può convenzionalmente iniziare a farlo rilevare nel codice penale francese del 1810 (code Napoléon),il quale nel punto intitolato abus de confiance, prevedeva, accanto all'appropriazione indebita, un reato di vero e proprio abuso del contratto (art. 406 (1)). Nel diritto romano, invece, gli abusi consumati ai danni delle persone deboli, non assumevano specifica configurazione delittuosa. Ora mi si vuole fare apertamente intendere che, all'Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano viene permesso anche di potersi comportare alla stessa maniera di come si comportavano le persone all'epoca dei romani, anche se la disposizione del codice francese fu riprodotta in ben altre legislazioni, non solo europee (v. codice penale sardo del 1859; il codice penale toscano del 1853 etc.). Mi rammarico che tutto questo i mass media non lo vogliano dire e, verosimilmente per fare mantenere la POLTRONA DI COMANDO A QUALCUNO, piuttosto puntano i riflettori soltanto sulla violenza estera, nascondendo le mostruosità tutte italiane e contestualmente, facendo credere alla gente che la peggiore violenza accade soltanto all'estero o, quando ci scappa il morto anche in Italia. Della violenza psico-fisica consumata e fatta consumare contro la mia persona disabile e ammalata non se ne parla mai. I personaggi politici e chi è ai posti di comando, così facendo, presumibilmente aspirano a portarmi alla morte, ben coperti dal silenzio stampa.. E' così che l'Italia vuole dare lezioni di civiltà e di democrazia? Grazie! Regione Lombardia. Ora dopo anni di atroci sofferenze, consentitemi di potere dire anche che: se la mia salvezza fosse dipesa da un vostro pronto intervento io sarei già morta! Scrivetelo pure sulle vostre pagelle!!!
Distinti saluti
Giovanna Nigris
Milano, 23 Luglio 2004