Eccellenza, nell’intento di volere combattere il crimine, le complicità, le connivenze, l’omertà e tutte le conseguenze devastanti che mi vengono pacificamente fatte ancora subire sul posto di lavoro, presso l’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, Corso di Porta Nuova n. 23, per legittima difesa mi rivolgo ancora a Lei, in quanto anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e Garante della Costituzione. Mi rivolgo a Lei ancora, unitamente a oltre duecento firme poste sulla petizione che mi riguarda, di cittadini che come me amano la giustizia, una Italia migliore, un futuro migliore, senza lo spaventoso malcostume, ove disordini e crimini hanno sempre più vita. Purtroppo, ignoti hackers mi hanno danneggiato il computer con attacco di virus ed altro e così nella riformattazione dello stesso, qualche centinaio di altre firme della stessa petizione, che pure volevo farLe pervenire, sono andate perse, prima di avere il tempo di organizzarmi e salvarle stampandole. Un’altra parte di petizioni sulla mia vicenda, Signor Presidente, l’ho affidata al Servizio degli Ufficiali Giudiziari del Tribunale di Milano che mi risulta recapitata a mezzo posta come dimostrasi dalla ricevuta dell’allegato che produco (
allegato n° 2 -
allegato n° 3). Per lunghi anni, pur avendo pagato inutilmente parcelle all’avvocato, ho atteso e sperato invano giustizia dal Tribunale di Milano, sezione Penale, vedendo gli imputati in attesa di avere un giusto processo per lesioni colpose gravissime alla mia persona. Verosimilmente essi sono stati sempre protetti e in questo modo si sono fatti passare quegli anni, dimostratisi infine necessari per la prescrizione dei reati, senza che vi fosse nessun processo. Questo non è stato certamente un aiuto alla parte lesa, anzi a causa di tutto questo mal costume ho dovuto subire, tutte le devastanti ulteriori sofferenze e danni alla mia persona che Le lascio bene immaginare.
LA PETIZIONE E’ PUBBLICATA NEL MIO SITO INTERNET: http://www.mobbing-sisu.com e continua ad oltranza fino a che il malcostume continuerà a dilagare nel più assoluto vergognoso silenzio. Per motivi economici non posso fare tutte le fotocopie delle Petizioni di cui produco elenco, le quali sono in mio possesso, ma che rimangono, Illustre Signor Presidente della Repubblica Italiana, a Sua completa disposizione in qualsiasi momento.
Per tutte le violenze psico-fisiche gravissime che mi sono state fatte subire e che ancora dimostro inconfutabilmente nel suddetto sito internet, non vedo ancora né giustizia, né democrazia, né civiltà, Signor Presidente. Io e parecchi altri cittadini, sul mio caso, vediamo tergiversare e temporeggiare a lungo. In questo modo, di conseguenza, subisco ulteriore devastazione psico-fisica con un enorme danno alla persona, danno morale ed esistenziale. Sui crimini e sulle relative conseguenze, ai miei danni, osservo sistematicamente indifferenza, “scarica-barile” e infinita connivenza, complicità e omertà, anche verso ulteriori responsabilità solari. Tutto questo continua a succedere, malgrado io abbia vinto per ben due volte contro l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia. E’ davvero una vergogna, Signor Presidente. Sembra quasi che tra questi signori che ancora vedo fare passare come persone oneste e rispettabili, non ci sia nessuno che si rammenti di essere un comune mortale. Io sono una donna onesta e ho visto da anni consumare crimini, beffe e completa indifferenza ai miei danni. Per quanto mi riguarda, ossia per la causa di servizio, vedo con squallore che il concetto di “vita libera e dignitosa” della Carta Costituzionale viene dimenticato, fatto scordare e abbandonare senza sosta, da tredici anni, Signor Presidente. Spero tanto che Lei, Eccellenza, prenda le debite distanze dai malviventi che ancora oggi si prestano a nascondere o a distorcere la verità sostanziale dei fatti di servizio. Non posso credere che anche Lei Signor Presidente, accetti che io da donna, ridotta ammalata sul posto di lavoro per un servizio di pubblica utilità, e portatrice di handicap (situazione clinica riconosciuta dalla A.S.L. del Comune di Milano, in ossequio alla L.104/92), debba subire senza soluzione di continuità, le conseguenze prodotte dai reati di lesioni colpose gravissime, di quelle di falso ideologico, di omissione di atti di ufficio, di violenza privata da mobbing, con infiniti danni anche di natura economica per continue spese di farmaci non dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale, per non parlare poi delle umiliazioni e delle vessazioni ciniche che da tutto ciò ne conseguono.
Io ancora oggi credo che Lei, Signor Presidente, non sappia nulla di tutta questa vicenda di lavoro, penso che un verosimile filtro politico lo abbia impedito. Lei, Eccellenza, mi sembra troppo una persona eccezionale con un carisma e una levatura morale ineccepibili, perché mi possa solo sfiorare la mente del contrario. Anche io Le voglio bene Signor Presidente, come tutti gli italiani che sono sia in Italia, che sparsi nel mondo per ragioni di lavoro. A nessuno Signor Presidente, può essere sfuggito di notare il Suo Grande valore sia come uomo, sia come Primo cittadino del nostro caro Paese. In conclusione, io e parecchi altri cittadini, ci aspettiamo un Suo autorevole intervento per fare porre fine a comportamenti illegali che ancora vengono consumati ai miei danni sul posto di lavoro presso l’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano sopra menzionato, mantenuti costantemente nascosti alla gente. Ho visto in televisione che anche Lei dice che in certi casi la coscienza non può non ribellarsi, io aggiungo, anche per sofferenze vissute, che lasciare “le briglie” sciolte a focolai di violenza non può che portare ad alimentare ed accendere ulteriormente il crimine ovunque esso si trovi. Con rispettosi saluti.
Giovanna Nigris
Milano, 18 ottobre 2005
L'elenco delle Petizioni si pubblica qui in quanto sono stati tolti il n° IP e l'indirizzo e-mail per la tutela della privacy di coloro che la hanno inviata, che ancora ringrazio sentitamente.
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La lettera firmata che è stata consegnata a mano in data 19/10/2005 presso il Palazzo del Quirinale Prot. PREOO 157790 e in data 20/10/2005 per fax la potete visionare qui
L'allegato n° 4 è la Petizione tuttora in Internet