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Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.

"Dalla padella alla brace nella connivenza elevata a sistema".
Lettera aperta a tutte le più alte cariche dello Stato Italiano

Dalla padella alla brace: per chiedere i miei diritti mi sono imbattuta in una catena interminabile di ingiustizie e falsità sui fatti di servizio. Ho provato per anni, ai miei danni, ogni fatto criminale che mi è stato fatto subire sul posto di lavoro, sempre oscurato e altresì costantemente controllato. Si vuole mettere di fronte alla tesi che il mobbing ed ogni conseguente azione criminale ad esso collegata sia tutto l'equivalente di un procedimento di normale amministrazione. Viene cinicamente tentato in continuazione lo sporco ribaltamento delle responsabilità. Ogni spietata realtà che mi ha investito e che mi riguarda, causata dalle azioni ignobili di quei "potenti", amanti della trasgressione e del crimine occulto, hanno sempre infestato e insozzato la categoria delle classi dirigenti, coinvolgendo in negativo persino chi dovrebbe fungere da deterrente, per scoraggiare e reprimere il crimine. Per anni mi è stato ampiamente dimostrato che, in ogni caso, si può girare la testa dall'altra parte, persino facendo porre sempre più in pericolo la mia stessa persona, vittima in servizio di lesioni colpose gravissime. Tutto, come si può vedere nel sito, è sempre stato posto in essere impunemente, da persone senza cuore e senza scrupoli. La giustizia, se lasciata solo sulla carta, è anch'essa sconvolgente, nè più e nè meno del crimine, perché non bastano solo le parole per risolvere un problema o salvare una vita, ma, a protezione della parte lesa, ci vogliono i fatti. Anche se c'è purtroppo chi si sente al di sopra della legge, violandone la dottrina ai danni di chi lavora onestamente, non si dovrebbe ignorare che vi sono sentimenti e ideali che non si possono distruggere né ora né mai.

Oggi ho letto una e-mail che mi è stata recapitata in lingua inglese, senza firma e ciò col seguente tenore: "Something is going wrong" che io capisco significhi "qualcosa sta andando storto". Credo che alla vigilia di ulteriori procedimenti giudiziari, tale affermazione possa essere fatta intendere, quale ingiustizia verosimilmente preparata ancora contro la mia persona. Questo, come se qualcuno venga messo a conoscenza delle ingiustizie di cui sono fatta oggetto, prima che esse accadono e che io ancora non conosco. Probabilmente mi si vuole ancora spaventare con la possibilità che vi siano in corso ulteriori falsità sui fatti di servizio ai miei danni, pronti a fare "abboccare" qualcuno. La pace anche in casa mia è attaccata, anche da altri messaggi via internet che tendono a spaventarmi o ad innervosirmi. Il fenomeno del terrorismo psicofisico, è un fenomeno troppo spesso ignorato o sottovalutato da tutti.

Dall'anno 1992 ad oggi mi è stata dimostrata una rete di sofisticate connivenze politiche, tecniche ed economiche, che travalicano i confini dell'immaginabile e si allargano, sino a rimanere sempre efficaci nel tempo. Si tratta di vere organizzazioni dotate spesso della possibilità di potere disporre di ingenti risorse finanziarie di denaro pubblico, con cui pagare la parcella di un avvocato che fa mettere tutto a tacere, elaborando strategie consistenti sempre puntualmente sull'occultamento dei fatti di servizio. Adoperano i loro stessi seguaci come armi da lanciare contro una persona inerme, disabile e inconsapevole, queste organizzazioni manifestano sempre in modo sconvolgente l'istinto di nuocere, di ledere e di fare morire, che li alimenta. Il terrorismo psicofisico, ho capito che nasce dall'odio ed ingenera distruzione della vita normale, isolamento, diffidenza e chiusura. Tutto procede sul filo di una tragica spirale che si ripete, giorno per giorno ed anno dopo anno. Tali comportamenti si fondano soprattutto sul disprezzo della pace, della sopravvivenza e della stessa vita dell'essere umano.

Io scrivo tutto questo, perché so che esiste un diritto a difendersi dalla violenza. Quest'ultimo è un diritto che ritengo risponda a regole morali e giuridiche anche nella scelta degli obiettivi di chiarezza e trasparenza per mezzo dei quali si vuole una giustizia vera e senza manipolazioni della verità. Durante gli ultimi anni di interminabili sofferenze indotte e subite da me sul posto di lavoro, mi è sempre stato dimostrato, passo dopo passo, che mentre accennano a procedere i dibattimenti, c'è chi lavora dietro le quinte, per tentare di stravolgere le sentenze con attestazioni truccate, prove sui fatti di servizio occultate, manipolate e in parallelo arrivano le parcelle all'avvocato della parte avversaria. Quanti sono questi avvocati esattamente io non l'ho mai saputo, ma quello che so è che un avvocato a mio modesto parere non dovrebbe accettare una causa, laddove con l'arma della falsità viene persino uccisa lentamente una persona, privandola dei diritti di legge e di contratto per quanto attiene la causa di servizio (non hanno ancora finito di farlo).

VOGLIO COGLIERE QUESTA OCCASIONE ANCHE PER RINGRAZIARE PUBBLICAMENTE TUTTE QUELLE PERSONE CHE STANNO FACENDO QUALCOSA DI CONCRETO PER AIUTARMI A FARE LUCE SULLA VERITA' SOSTANZIALE DEI FATTI DI SERVIZIO, CERCANDO DI SALVARE COSI' ANCHE LA MIA VITA E DIRE LORO LA RICONOSCENZA CHE PROVO NEL MIO CUORE CON QUESTE PAROLE: "CHE IDDIO VI BENEDICA"

Giovanna Nigris
Milano, 5 giugno 2004


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