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Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.

Poteva essere una strage!



La furia della delinquenza continua la sua marcia!

Le ondate di criminalità dovrebbero portare a riflettere e non a insultare e deridere anche pubblicamente la vittima di reato.
Dovrebbero fare guardare ad un bilancio della giustizia e della politica immensamente tristi e sconvolgenti. La furia della delinquenza continua al galoppo la sua marcia per tentare di distruggere sempre più la vita, le vite. I delinquenti sanno che per uno che viene arrestato, molti sfuggono alla cattura. Dopo l'amara e triste esperienza di molti e tanti anni di torture psicofisiche si vede rimanere sul vecchio sentiero la vita, costellato di dolore, di umiliazione, di rinunce, sino a vedere serpeggiare l'odio, la brutalità e l'efferatezza nel posto di lavoro in ospedale, anche contro il proprio diretto superiore [Vedi articolo del Corriere della Sera del 5 gennaio 2001 (clicca sulla miniatura per ingrandire)] e poi anche dovere prendere atto che i colpevoli non vengono mai arrestati e rimangono in circolazione come mine vaganti. Non occorre essere Sherlok Holmes per capire che il sistema italiano specialmente in questi ultimi anni non ha funzionato. Dulcis in fundo, io come vittima, devo anche subire diffamazioni, insulti e derisioni sempre più apertamente, nascondendosi dietro una falsa paternità del proprio articolo. Non posso che sospettare che siano le stesse persone che nell'ospedale mi hanno rovinato la vita o loro amici che orbitano nel mondo della politica.

I fatti inoppugnabili, desunti anche dalla consultazione di questo sito, stanno a dimostrare che vero è che la vittima della vicenda, di dominio pubblico, riportata nell'articolo sottostante, in realtà era il mio diretto superiore (clicca sulla seconda miniatura per ingrandire). Ho sempre avuto il presentimento che lo stesso fosse sospettato di potere dire il vero motivo per cui sono torturata da anni nel posto di lavoro, senza soluzione di continuità. Tuttora non so chi sono i veri mandanti che da anni non mi danno pace.

Anche se la verità è come il sole ed esiste anche quando non si vede, ho sempre voluto mettere in luce tutti i vari passaggi delle illegalità che ho dovuto subire e che subisco e nonostante tutto sono stata abbandonata nelle mani del crimine.



Giovanna Nigris
Milano - 9 luglio 2005


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