Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.
INFORMAZIONE E RESISTENZA AL CRIMINE: Il giorno 17 luglio 2006 a seguito di mia istanza in base alla Legge 104/92, sono stata sottoposta a Visita Medica Collegiale presso il Distretto n. 3 della ASL di Milano, per il riconoscimento dell'aggravamento dell'Handicap soprattutto legato a problemi dell'apparato respiratorio ossia alla Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (B.P.C.O.), cardio-circolatorio e di deambulazione.
A seguire pubblico i documenti e certificati relativi alla Visita di aggravamento per la Legge 104, basta cliccarci sopra per ingrandirli
Questo mese di novembre ho ricevuto relativo verbale della Commissione Medica, ove inverosimilmente risulta omessa la principale disabilità, relativa all'apparato respiratorio in quanto è stato apertamente non contrassegnato nel relativo punto (quadretto), attestando in questo modo che non ho problemi respiratori. Dopo tale ennesima constatazione di falso mi sono sentita male e ho dovuto fare ogni giorno più sovente ricorso ad ossigenoterapia.
Francamente, avendo gravi difficoltà alla deambulazione e problemi cardio-circolatori, nascondere quelli dell'apparato respiratorio la ritengo un'azione inqualificabile. Proprio per l'insufficienza respiratoria sono assistita da anni da medici specialisti, eppure la Commissione Medica della ASL di Milano, inspiegabilmente ha preferito attuare un falso documentale, consistente in un chiaro incontestabile falso ideologico. Sull'accaduto ed in particolare su tale comportamento della Commissione Medica ASL ho ascoltato pareri medici ed anche loro, per tale comportamento, sono rimasti sorpresi. Questo ulteriore danno alla mia persona, oltre a procurarmi una accentuazione della sindrome depressiva reattiva, che va aggiungersi alla precedente, si è pacificamente attuato, nonostante che io avessi presentato abbondante documentazione medica, tra cui per esempio si pubblicano i sottostanti certificati anche di Istituti Pubblici (OSPEDALI), oltre, s'intende, a quelli rilasciati dal mio medico curante della ASL. (cliccare sopra i documenti per aprirli e constatare di persona):
Per le mie precarie condizioni di salute, da alcuni anni sono impossibilitata a svolgere il mio lavoro di impiegata assistente amministrativo e di conseguenza, mio malgrado, sono stata anche ininterrottamente assente dal servizio con gli emolumenti ridotti al minimo dello stipendio, malgrado le numerose spese mediche, farmacologiche e tutto quello che deriva in negativo dalle condizioni fisiche in cui sono stata ridotta nell'ambiente di lavoro, come per esempio notevoli spese di carburante per la mia autovettura per i continui spostamenti per visite mediche specialistiche, esami radiografici, esami ematici, cure fisioterapiche, ecc.
Allo scadere del periodo contrattuale comunemente detto “di comporto”, a causa dei problemi respiratori, anche l'Ufficio Medico Legale della ASL di Milano Distretto n.1, ha certificato testualmente quanto segue: .....”questo Ufficio Medico Legale, esaminata la documentazione agli atti, dovendo esprimere un parere solamente sulla esistenza dell'associazione tra patologia grave e terapia salvavita o assimilabile, ritiene che per analogia sussistono i presupposti, di cui al citato articolo, limitatamente al periodo di trattamento con ossigenoterapia...” E' da notare che dall'anno 2004 quotidianamente assumo ossigeno gassoso e questo viene periodicamente comunicato all'Ente datore di lavoro con certificati di malattia dal medico curante.
Successivamente il Medico Responsabile della ASL Distretto n. 3 (Distretto ove poi sono stata sottoposta alla suddetta Visita Medica Collegiale), visti e valutati i referti medici che mi riguardano relativamente alla B.P.C.O. dell'apparato respiratorio, ha autorizzato la continuazione terapeutica salvavita dell'erogazione dell'ossigeno gassoso.
A seguito dell'aggravamento dei problemi respiratori relativi alla B.P.C.O., dall'Ospedale Pubblico di Tolmezzo, della Regione del Friuli Venezia Giulia, ove ero andata per respirare aria più pulita, sono stata ricoverata d'urgenza e mi è stata diagnosticata una IPERTENSIONE POLMONARE MEDIA (mm40hg). Sempre relativamente all'aggravamento delle mie condizioni respiratorie ha fatto seguito anche un ricovero ospedaliero presso la Struttura pubblica Ospedale di Niguarda a Milano.
Inverosimilmente, la Commissione Medica della suddetta ASL Distretto n.3 di Milano per quanto attiene al mio apparato respiratorio, ha completamente omesso di menzionare le gravi disabilità respiratorie proprie di chi è affetto da B.P.C.O. documentalmente provate con certificazioni mediche come si può leggere cliccando nei sottostanti certificati e in quelli sopra riportati:
Pertanto la Commissione Medica del Distretto n. 3 della ASL di Milano, rilasciando il relativo Verbale, apertamente viziato e contraddittorio (rispetto al precedente certificato della stesso Distretto n. 3 della ASL), arriva paradossalmente a non sbarrare, né tanto meno menzionare il mio apparato respiratorio, compromesso, sino a farlo falsamente risultare nella norma.
Di conseguenza, relativamente alla valutazione dell'handicap ex L. 104/92, di questa stessa Legge, non viene riconoscimento l'handicap appartenente all'art. 3 COMMA 3, facendo ingannevolmente apparire un handicap di lieve entità, ovvero quello rientrante nell'articolo 3 comma 1.
Con tale artifizio, si pone in essere il mancato riconoscimento di un handicap di grave entità con la macroscopica conseguenza che mi saranno negati tutti i relativi benefici di legge, tanto da subirne ulteriore danno grave e irreparabile, sia nella mia vita privata, sia in quella in ambiente di lavoro. Con tale verbale, viene esercitata una frode, consistente nell'offesa di un interesse specifico garantito dalla genuinità e veridicità dei mezzi di prova. A fronte dei riscontri oggettivi, tale omissione non può non avere fatto rendere conto la suddetta Commissione Medica di nuocermi e che mi verrà impedito di potere usufruire di tutti i relativi benefici di legge. (vedi verbale invalidità più sopra).
Dopo avere informato dell'accaduto sia la stessa ASL, sia il Ministero dell'Economia e delle Finanze di Milano, come segue
non ho ancora ricevuto nessun segno di rettifica del falso, di cui sopra è detto e da un approccio verbale con una dipendente amministrativa dirigente del suddetto Ministero, è stato detto che ora le attese per regolarizzare il falso saranno molto lunghe con un tempo minimo di due anni.
La crudeltà, accompagnata da reati penali, mi perseguita da anni ed in particolare il falso ideologico e le omissioni di atti di ufficio che ho puntualmente provato in questo mio sito internet: chi ha letto la mia vicenda lavorativa ne ha visto anche le prove documentali.
Chi si permette di infrangere la legge in questo modo, sa di avere le spalle coperte, sa che stampa e televisione si prestano facilmente al silenzio, sa che il tribunale verosimilmente ubbidisce a ordini politici. A chi è protetto politicamente, pertanto, non interessa se un fatto consumato è offensivo di beni giuridici, protetti dal nostro ordinamento: si sente intoccabile e irraggiungibile dalla giustizia.
Per come è stata ridotta la mia salute ho legalmente un estremo bisogno di tutti i relativi diritti di legge e di contratto. Le mie gravi condizioni di salute non devono essere verbalizzate falsamente e ingannevolmente con ulteriore danno e beffa! Ancora una volta in un altro contesto, con un colpo di mano, con un raggiro, o meglio con un falso in atto pubblico, mi vedo respingere la mia istanza in maniera vergognosamente illegale, essendo quei “signori” forti del fatto che gli autori dei reati precedenti l'hanno fatta franca con la prescrizione dei reati, con altri escamottages ed altri sporchi raggiri.
Quando il tribunale applica una giustizia finta, è come se non esistesse! A tutti gli effetti di legge, richiamo ancora una volta l'attenzione di tutti i lettori su questo punto. Il tribunale di Milano, ad onor del vero, devo dire che, per quanto mi riguarda, nonostante le mie innumerevoli denunce formali, è stato sempre inattivo, causandomi un ulteriore mare di conseguenze negative anche in ambito lavorativo e quindi sono stata da innumerevoli anni vittima di ulteriori danni e beffe che, senza soluzione di continuità, andranno ancora a sommarsi a quelli subiti sul posto di lavoro.
Difatti ai miei danni, è sempre stato sorvolato sulle lesioni colpose gravissime, omissione di atti di ufficio, falso ideologico e violenza privata da mobbing, tutto come meglio spiegato e documentalmente provato in questo mio sito web. Ora come abbiamo visto, la tresca, vergognosamente, si ripete anche in ambito ASL ed ancora puntualmente con conseguenze discriminatorie, persino sul versante dei diritti della mia vita lavorativa!!
Commento complessivo dell'infermiere Giacomo Montana ex dirigente sindacale per la regione Lombardia, che per ragioni umanitarie, effettua assistenza volontaria alla signora Giovanna Nigris:
<<VIOLENZA E CURA: la memoria delle atrocità ai danni della signora Giovanna Nigris, iniziate dall'anno 1992 sul suo posto di lavoro e tuttora in corso con le gravi conseguenze sulla sua persona, è parte importante per una eventuale successiva prevenzione della violenza. La spiegazione del mio lavoro di volontariato, imperniato su binomio violenza e cura per difendere spontaneamente una vittima di reato e quindi tentare di fare perorare una giusta causa, come un sole all'alba, intende porre in luce quello che vigliaccamente di nascosto viene ulteriormente fatto ancora subire alla vittima di reato.
Spero che almeno col tempo ciò possa illuminare la mente di qualcuno che intende davvero combattere il crimine, senza sporche finte di offrire giustizia legale, con l'ignobile aiuto di ipocrisia e falsità, con l'utilizzo di diversi ulteriori contraddittori. Per ora mai nessuno è riuscito a sciogliere le istituzioni dai vincoli di certi madornali errori di macroscopica inerzia. L'INERZIA e il SILENZIO sono i nemici più pericolosi di una vittima di reato!
Le osservazioni, le prove documentali, l'ideologia e i metodi occulti sui quali, in questo caso, si è sempre basata la prassi dell'orrore, sono sempre state fedelmente esposte in questo sito internet. Esse stanno a dimostrare da una parte le violenze esercitate impunemente e dall'altra l'induzione ad estrema disperazione ed esasperazione della vittima di reato, anche a causa del concomitante più completo abbandono da parte delle Istituzioni del nostro Paese: un'acqua gelata dove si è sempre gettato inutilmente il ferro arroventato della verità sostanziale dei fatti.
In assenza di riconoscimento pubblico e di sanzione sociale, a causa dei continui oscuramenti e censure ostative dal rendere i fatti di dominio pubblico, i colpevoli e gli aguzzini, amici di cordata ne sono sempre usciti rafforzati nelle proprie luride posizioni. Questa sistema di continuità senza fine di relazioni balorde di potere, basate e sostenute non solo dall'imposizione, ma anche da connivenze, omertà e complicità, credo proprio che abbia una connotazione generale, con conseguenze gravi per il futuro, perché permettono e permetteranno di nascosto di esercitare contro chiunque altro ancora, iniquità, violenza, strafottenza, persino delle istituzioni e conseguente distruzione gratuita sempre e ancora ai danni di qualcuno che al contrario si aspetta di ricevere giustizia.
Questi fatti illeciti, che oltretutto aggiungono atrocità all'orrore precedente, unito al mio piccolo contributo di denunzia dei fatti delittuosi, fanno appello alla necessità di <<voltare pagina della storia del crimine occulto per ricostruire la società a misura di essere umano>>.
In senso contrario a questa aspirazione, per i responsabili dei fatti illeciti, l'iniqua negazione alle vittime dei diritti di legge e di contratto di lavoro hanno e avranno sempre la funzione di conservare indenne una falsa immagine pulita dei colpevoli di reati.
Per le vittime della violenza, anche la continua distorsione dei fatti criminali, costituirà sempre una agghiacciante forma di truffa sociale e delle nuove infinite e indicibili umiliazioni accompagnate da danni, derisione e scherno. Non importa che nessuno risponda in favore della legalità e dell'onestà, l'importante è non tacere mai e non stancarsi dal denunziare qualsiasi violenza e vigliaccheria e chiunque ne sia il responsabile e l'artefice.
Chi non fa così, è stato ucciso nel suo animo prima ancora di spegnersi del tutto come persona umana viva!>>
vedi anche La Cronaca documentata presso l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano
Giovanna Nigris
Milano, novembre 2006